Sei fermo in coda in tangenziale, sole a picco, l’asfalto che sembra sciogliersi sotto le gomme. In quel momento la pressione dei tuoi pneumatici probabilmente non è più quella che avevi controllato — se l’avevi controllata — prima di partire.
Il caldo non è solo un fastidio per chi guida: cambia il comportamento fisico delle gomme, e con esso frenata, tenuta di strada e consumi. Eppure è uno dei controlli più trascurati, perché a differenza di un taglio sul fianco o di un battistrada liscio, non si vede a occhio.
In questa guida trovi:
- Perché il caldo fa cambiare la pressione delle gomme
- Cosa rischi se non è quella giusta
- Quando e come controllarla nel modo corretto
- Cosa dice la legge italiana
Perché il caldo cambia la pressione (e non è un difetto)
La pressione delle gomme non è un valore fisso: cambia con la temperatura, perché l’aria all’interno si espande quando si scalda. È fisica, non un problema dello pneumatico.
Come indicazione pratica: ogni 10°C in più di temperatura esterna, la pressione sale di circa 0,1 bar. Su un lungo viaggio estivo — tra asfalto rovente, ore di guida e magari un’auto carica di valigie e passeggeri — questi piccoli aumenti si sommano.
Ecco perché il valore che leggi al distributore dopo ore di autostrada non è quello “a freddo”, ed è normale che sia più alto. Il problema vero non è questo aumento naturale: è partire già con una pressione sbagliata. È lì che il caldo diventa un rischio in più, non la causa principale.
Cosa rischi se la pressione non è quella giusta
Una pressione scorretta (troppo alta o troppo bassa) non è solo una questione di durata delle gomme. Cambia il modo in cui l’auto risponde quando serve davvero:
- Frenate più lunghe. Con pressione sbagliata, lo spazio di frenata su fondo bagnato si allunga in modo sensibile: proprio i metri che, dopo un temporale estivo, fanno la differenza tra fermarsi in tempo o no.
- Più rischio di aquaplaning. Il battistrada fa defluire l’acqua solo se la pressione è quella corretta. Sia in eccesso che in difetto, il rischio di perdere aderenza sul bagnato cresce, soprattutto sopra gli 80 km/h, la velocità tipica di statali e tangenziali torinesi.
- Più consumi. Una gomma sgonfia oppone più resistenza al rotolamento e il motore lavora di più per mantenere la stessa velocità. Su un’estate di trasferimenti e rientri, la differenza si vede in bolletta del carburante.
- Rischio di cedimento. Una gomma sotto pressione si flette di più a ogni giro di ruota. Questa flessione genera calore interno, che si somma a quello dell’asfalto rovente. Nei casi più seri, può portare al cedimento della struttura interna dello pneumatico.
In officina lo vediamo spesso: gomme visivamente in ordine, battistrada ancora buono, ma pressione sballata da mesi perché “tanto non si vedeva niente di strano”. Il problema della pressione è tutto qui: non lascia segni, finché non è troppo tardi.
Quando e come controllarla nel modo giusto
- Controllala a gomme fredde. Il valore corretto si misura dopo che l’auto è ferma da almeno un paio d’ore, oppure prima di percorrere più di 2-3 km. Il calore accumulato durante la guida altera la lettura.
- Usa il valore indicato dal costruttore, non uno a caso. Lo trovi sull’adesivo nel vano portiera lato guida, nello sportellino del serbatoio o nel libretto. Se parti per le vacanze con famiglia e bagagli, usa il valore “a pieno carico” quando indicato.
- Non sgonfiare apposta per “raffreddare” le gomme. È un errore diffuso: alterare la pressione a caldo per farle stare più fresche lascia l’auto sotto-gonfiata quando le gomme si raffreddano davvero.
- Controlla almeno una volta al mese, anche se usi poco l’auto. La pressione cala naturalmente nel tempo, indipendentemente da forature o problemi visibili.
- Prima di un viaggio lungo, controllo obbligatorio (ruota di scorta compresa, se presente).
Consiglio pratico: se la tua auto ha i sensori TPMS, non ignorare la spia gialla sul cruscotto. È lì apposta per avvisarti prima che tu te ne accorga guardando la gomma.
Cosa dice la legge italiana
Il Codice della Strada, all’articolo 79, impone che i veicoli in circolazione siano mantenuti in condizioni di massima efficienza per garantire la sicurezza (una condizione che riguarda anche pressione e stato dei pneumatici). Chi circola con un veicolo che presenta alterazioni delle caratteristiche prescritte, gomme comprese, rischia una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro.
Il controllo della pressione, quindi, non è solo buona manutenzione: fa parte degli obblighi di chi guida.
Non aspettare il manometro della stazione di servizio
Non rischiare di non frenate quando sei in auto con i tuoi figli. Non consumare più carburante inutilmente. Non rischiare di rovinare le gomme prima della normale usura.
Da Bombardi Gomme, a Torino dal 1961, controlliamo pressione, battistrada e stato generale dei tuoi pneumatici con la stessa attenzione che dedichiamo alle revisioni più complesse. Bastano pochi minuti prima del weekend o delle vacanze per evitarti un problema in mezzo alla strada.
Controlla la pressione delle gomme prima di ogni viaggio


